Oggi l'Europa è stata scossa da questa orribile notizia. Qualcuno sul mio FB si chiedeva "Dio cazzo se ne fa di 22 poveri bambini al suo cospetto". A me è venuta in mente questa scena di Watchmen.
God help us all.
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Humani nihil alienum
Mi sforzo sempre di essere coerente con l'idea che nessuno è chiamato ad essere un eroe, e non si può mai dare alcuna colpa a chi sceglie di non esserlo. Se la non eroicità di qualcuno diventa un problema grave, la colpa è di chi governa il sistema.
Così Brecht fa dire al suo Galileo, subito dopo che questi accetta di rinnegare le sue scoperte per non rischiare il rogo.
Ma proprio questo aumenta il mio disprezzo per chi si rifiuta non di essere un eroe, ma solo di fare quello che è suo dovere fare.
Ognuno di noi ha dei compiti ben precisi, che da soli ci assegnamo. Studiare quando abbiamo detto che questo è ciò che faremo, per fare un esempio banale e scontato. Uno dei problemi principali del nostro paese è semplicemente questo: chi si assume certe responsabilità appena può le evita e agisce come se niente fosse; giornalisti che evitano di fare fact checking, professori che evitano di insegnare sul serio, controllori che non controllano, eccetera.
In questa ottica, trovo perfettamente giustificati i brividi e l'odio che provo ascoltando una persona che pur di non fare il proprio dovere arriva a disinteressarsi di quattromila persone che rischiano di morire.
Difendo sempre anche quando chi si assume certe responsabilità viene attaccato per avere uno stipendio congruo. Ma allo stesso modo è da disprezzare profondamente chi dice "questo lo farò io", ma poi — semplicemente — non lo fa.
Beato quel paese che non ha bisogno di eroi.
Così Brecht fa dire al suo Galileo, subito dopo che questi accetta di rinnegare le sue scoperte per non rischiare il rogo.
Ma proprio questo aumenta il mio disprezzo per chi si rifiuta non di essere un eroe, ma solo di fare quello che è suo dovere fare.
Ognuno di noi ha dei compiti ben precisi, che da soli ci assegnamo. Studiare quando abbiamo detto che questo è ciò che faremo, per fare un esempio banale e scontato. Uno dei problemi principali del nostro paese è semplicemente questo: chi si assume certe responsabilità appena può le evita e agisce come se niente fosse; giornalisti che evitano di fare fact checking, professori che evitano di insegnare sul serio, controllori che non controllano, eccetera.
In questa ottica, trovo perfettamente giustificati i brividi e l'odio che provo ascoltando una persona che pur di non fare il proprio dovere arriva a disinteressarsi di quattromila persone che rischiano di morire.
Difendo sempre anche quando chi si assume certe responsabilità viene attaccato per avere uno stipendio congruo. Ma allo stesso modo è da disprezzare profondamente chi dice "questo lo farò io", ma poi — semplicemente — non lo fa.
Piccoli indizi del nuovo medioevo italiano
Mi rendo conto che non siamo un paese moderno, per carità. Mi rendo conto che la ricerca in questo paese spesso finisce in mano a dei balordi, e questo è probabilmente uno dei motivi della nostra decadenza.
Però, io dico, quando il presidente di un istituto di ricerca dice "vogliamo smettere di rendere pubblici i nostri dati, perchè altri li usano per teorie sbagliate" non è un segno evidente che c'è qualcosa nella sua mentalità di profondamente sbagliato? Io sono sicuro che a leggere continuamente dei vari ciarlatani che predicono terremoti a vanvera uno può finire in uno sproloquio senza senso, però gli sproloqui senza senso non dovrebbero essere dettati alle agenzie stampa. Perchè il messaggio che passa è che i dati delle ricerche devono rimanere in mano ai pochi eletti che "hanno il diritto" di guardarli e interpretarli, e all'esterno devono passare solo le teorie approvate e indiscutibili.
Lo so che ci sarà tutto un sottobosco di stregoni che dicono cazzate su quei dati: e forse la colpa di tutto questo è anche dei disgraziati organi di informazione di questo paese, che danno più rilevanza a costoro che non alle teorie scientificamente esatte. E magari a loro volta loro possono incolpare il pubblico e la mentalità antiscientifica che invade questo paese nei suoi momenti peggiori. Però un ricercatore dovrebbe sapere -- non solo sapere! dovrebbe diffondere il messaggio -- che la ricerca si fa cercando la migliore spiegazione a dei dati pubblici. Se solo un élite di ricercatori è in possesso di quei dati, e tutto quello che manda all'esterno sono delle teorie già bollate come corrette, la verificabilità e la credibilità di tutto questo cala bruscamente. E tutto ridiventa un po' come la dimostrazione per autorità aristotelica, che ci dice che il sole gira intorno alla terra, perchè quelli che ne sanno ci dicon così.
Oltre al fatto che se la ricerca è pubblica -- e immagino lo sia -- allora io, parte del pubblico finanziatore, voglio il diritto a vedere quei dati. Ma in fondo questo non fa nessuna differenza: quelli sono dati scientifici, l'umanità intera ha il diritto di vederli e studiarli.
Però, io dico, quando il presidente di un istituto di ricerca dice "vogliamo smettere di rendere pubblici i nostri dati, perchè altri li usano per teorie sbagliate" non è un segno evidente che c'è qualcosa nella sua mentalità di profondamente sbagliato? Io sono sicuro che a leggere continuamente dei vari ciarlatani che predicono terremoti a vanvera uno può finire in uno sproloquio senza senso, però gli sproloqui senza senso non dovrebbero essere dettati alle agenzie stampa. Perchè il messaggio che passa è che i dati delle ricerche devono rimanere in mano ai pochi eletti che "hanno il diritto" di guardarli e interpretarli, e all'esterno devono passare solo le teorie approvate e indiscutibili.
Lo so che ci sarà tutto un sottobosco di stregoni che dicono cazzate su quei dati: e forse la colpa di tutto questo è anche dei disgraziati organi di informazione di questo paese, che danno più rilevanza a costoro che non alle teorie scientificamente esatte. E magari a loro volta loro possono incolpare il pubblico e la mentalità antiscientifica che invade questo paese nei suoi momenti peggiori. Però un ricercatore dovrebbe sapere -- non solo sapere! dovrebbe diffondere il messaggio -- che la ricerca si fa cercando la migliore spiegazione a dei dati pubblici. Se solo un élite di ricercatori è in possesso di quei dati, e tutto quello che manda all'esterno sono delle teorie già bollate come corrette, la verificabilità e la credibilità di tutto questo cala bruscamente. E tutto ridiventa un po' come la dimostrazione per autorità aristotelica, che ci dice che il sole gira intorno alla terra, perchè quelli che ne sanno ci dicon così.
Oltre al fatto che se la ricerca è pubblica -- e immagino lo sia -- allora io, parte del pubblico finanziatore, voglio il diritto a vedere quei dati. Ma in fondo questo non fa nessuna differenza: quelli sono dati scientifici, l'umanità intera ha il diritto di vederli e studiarli.
Deportiamo i Francesi
Uno dei nostri paesi europei confinanti sta deportando dei cittadini europei su base etnica. Da noi, si sostiene la deportazione e si accendono le fiamme dei primi pogrom. Non mi sembra un problema da poco. Filippo Facci giustamente fa notare che si chiama razzismo, puro e semplice. Per carità, potrebbe anche essere razzismo "indotto", "cercato", come dice lui, ma ciò non toglie nulla alla parola razzismo. Il razzismo è intrinsecamente malvagio: costruzioni come "razzismo giustificato", "giusto" o "giustificabile", sono degli ossimori inaccettabili. Questo perchè il razzismo è, è non può non essere, un problema per una società democratica: discriminare una persona su base etnica è palesemente contrario ai valori della nostra società. Anche se su 100 rom, 99 fossero criminali, sarebbe profondamente dannoso, scorretto e ingiustificabile assumere che anche il centesimo lo sia, e rifiutarsi di dargli un lavoro, o di affitargli un appartamento. Il razzismo è per una società democratica un problema tanto quanto lo è la sicurezza dei suoi abitanti. Le due cose sono da porre esattamente sullo stesso piano: rovinano la vita ad alcuni onesti cittadini.
Per questo, è compito di una società liberale risolvere questi problemi. E carissimo Adolph Sarkozy, anche volendo assumere un tutta la possibile buona fede, non credo proprio che il tuo piano sia di demandare questo problema alla Romania -- che palesemente ha meno mezzi dei nostri paesi per risolverlo; credo che l'unico piano che può spiegare tutto questo sia trasformare questo lontano paese in una grossa "riserva" -- o prigione? o lager? -- di rom. Forse gasarli era intellettualmente più onesto.
Come è possibile risolverlo, davvero, invece? La via è una sola (purtroppo? per fortuna? mah): l'integrazione. I metodi usati dai democratici USA negli ultimi decenni, che hanno portato un nero alla Casa Bianca. Incentivi per l'assunzione di rom. Aiuti statali nella ricerca di una casa. Diritto e dovere all'educazione di tutti i loro figli, da mandare nelle stesse scuole e nelle stesse classi dei bambini "normali". Ovviamente, la severità verso chi compie un reato deve essere massima: e lo scopo di questa severità, come per tutti gli altri cittadini, deve essere unicamente la rieducazione.
É chiaro come queste soluzioni siano enormemente impopolari. Ciò non toglie che sono l'unica strada che ha di fronte un paese moderno, liberale, democratico, occidentale, per risolvere questi problemi, di razzismo come di sicurezza. Chi se ne frega se qualcuno dirà che si vuol dare "agli zingari degli albergoni coi frigobar e le televisioni".
Per questo, è compito di una società liberale risolvere questi problemi. E carissimo Adolph Sarkozy, anche volendo assumere un tutta la possibile buona fede, non credo proprio che il tuo piano sia di demandare questo problema alla Romania -- che palesemente ha meno mezzi dei nostri paesi per risolverlo; credo che l'unico piano che può spiegare tutto questo sia trasformare questo lontano paese in una grossa "riserva" -- o prigione? o lager? -- di rom. Forse gasarli era intellettualmente più onesto.
Come è possibile risolverlo, davvero, invece? La via è una sola (purtroppo? per fortuna? mah): l'integrazione. I metodi usati dai democratici USA negli ultimi decenni, che hanno portato un nero alla Casa Bianca. Incentivi per l'assunzione di rom. Aiuti statali nella ricerca di una casa. Diritto e dovere all'educazione di tutti i loro figli, da mandare nelle stesse scuole e nelle stesse classi dei bambini "normali". Ovviamente, la severità verso chi compie un reato deve essere massima: e lo scopo di questa severità, come per tutti gli altri cittadini, deve essere unicamente la rieducazione.
É chiaro come queste soluzioni siano enormemente impopolari. Ciò non toglie che sono l'unica strada che ha di fronte un paese moderno, liberale, democratico, occidentale, per risolvere questi problemi, di razzismo come di sicurezza. Chi se ne frega se qualcuno dirà che si vuol dare "agli zingari degli albergoni coi frigobar e le televisioni".
We need a cosmopolitan (soul)
Come molti, non avevo idea di dove fosse esattamente Haiti, così mi sono informato un po'. L'informazione geografica mi ha annoiato in fretta, e sono passato a capire dove fosse in senso più politico.
Viene fuori che Haiti è il terzo stato non africano meno sviluppato al mondo, ed è il paese più povero dell'emisfero occidentale. Si trova su Hispaniola, la terza isola scoperta da Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Attualmente, Hispaniola è divisa in Haiti ad est, appunto, e nella Repubblica Dominicana a ovest. La Repubblica Dominicana ha un reddito pro capite sette volte maggiore di Haiti; non è stata colpita dal terremoto.
La Repubblicana Dominicana, in questi giorni, ha decretato la massima allerta sul suo unico confine, con Haiti, per evitare che possano entrare irregolarmente i profughi.
Apprendo che Haiti è stata dimenticata in fretta dopo la sua scoperta. Le sue modeste risorse sono passate rapidamente in secondo piano con quelle dell'America. La corona spagnola scoraggiava il territorio di Haiti, e consigliava a chi vivesse lì di spostarsi ad ovest, a Santo Domingo. Le coste orientali divennero il rifugio dei pirati.
Molti schiavi africani furono deportati qui per lavorare le terre. Alla fine del '700, dice wikipedia, le classi sociali corrispondevano a diverse etnie: il potere era dei 32'000 europei; la classe lavoratrice era di sangue misto, perlopiù mulatti e indigeni, per 28'000 persone. Il resto degli abitanti era il mezzo milione di schiavi, la maggior parte africani.
Attualmente, degli otto milioni di abitanti di Haiti, circa 200'000 sono morti; di chi rimane, si calcola che circa la metà abbia perso la propria casa.
Sul finire del '700 scoppia una rivoluzione, l'ex-schiavo L'Ouverture guida la ribellione e conquista l' indipendenza. Il motto dell'isola è rimasto da allora L'unione fa la forza. A leggere la storia di Haiti, viene il sospetto che si tratti di sarcasmo. Per evitare che la rivolta dilagasse, Haiti venne isolata dalle potenze coloniali. Anche la Chiesa Cattolica decise di ritirare ogni suo uomo dall'isola. Qualcuno in questi giorni ha persino addossato a questa rivolta la colpa del terremoto.
Per i successivi due secoli, posso essere molto sintetico: due secoli di potenze che si spartiscono economicamente l'isola, tra cui Germania, Francia, Spagna, gli Stati Uniti. Dopo la fine dell'occupazione statunitense, nel '34, iniziano una serie di dittatori e brevi, corrotte repubbliche. La prima volta in cui un presidente al termine del suo mandato lascia il suo incarico spontaneamente, senza proclamarsi dittatore, senza essere deposto da una potenza straniera, o da un colpo di stato dell'esercito, è nel 2001.
Il fatto che uno dei dieci peggiori terremoti della storia dell'umanità sia capitato in uno stato con queste caratteristiche dà da pensare a tutti. In situazioni come queste, chi crede in Dio ha più dubbi del solito. Dio ha fatto tutto questo per il bene? Come è possibile? Nella sua infinita sapienza, sa che questo è l'unico modo per scuotere gli animi e cambiare la situazione dell'isola? Difficile; anche se, nella sua onniscienza, fosse così come può decidere di sacrificare centinaia di migliaia di persone? Come può farsi carico della sofferenza di chi ha perso tutto e tutti, dell'agonia di chi sta passando gli ultimi giorni della sua vita sepolto tra le macerie? Il pensiero di questa storia è difficilmente sopportabile per un essere umano, che davanti ad un terremoto è impotente e privo di responsabilità; come può Dio prendersi la responsabilità di realizzarlo?
Probabilmente, per questo Dio è Dio e noi siamo solo persone. Forse lui può giustificare tutti questi eventi, che lui ha disposto accadessero, nell'assolutezza di un fine più grande e perfetto. Ogni cosa, inclusa questa, risponde a quel suo ordine assoluto che è la realtà.
Il fatto che questo sia l'unico modo in cui Dio sia immaginabile è per me il più immediato argomento a favore della Sua inesistenza.
"Dio vuole prevenire il male, ma non può?
Allora non è onnipotente.
Può, ma non vuole?
Allora è maligno.
Può e vuole?
Ma allora da dove viene questo male?
Non può, nè vuole?
Ma allora, perchè chiamarlo Dio?"
Epicuro (via /b/)
Viene fuori che Haiti è il terzo stato non africano meno sviluppato al mondo, ed è il paese più povero dell'emisfero occidentale. Si trova su Hispaniola, la terza isola scoperta da Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Attualmente, Hispaniola è divisa in Haiti ad est, appunto, e nella Repubblica Dominicana a ovest. La Repubblica Dominicana ha un reddito pro capite sette volte maggiore di Haiti; non è stata colpita dal terremoto.
La Repubblicana Dominicana, in questi giorni, ha decretato la massima allerta sul suo unico confine, con Haiti, per evitare che possano entrare irregolarmente i profughi.
Apprendo che Haiti è stata dimenticata in fretta dopo la sua scoperta. Le sue modeste risorse sono passate rapidamente in secondo piano con quelle dell'America. La corona spagnola scoraggiava il territorio di Haiti, e consigliava a chi vivesse lì di spostarsi ad ovest, a Santo Domingo. Le coste orientali divennero il rifugio dei pirati.
Molti schiavi africani furono deportati qui per lavorare le terre. Alla fine del '700, dice wikipedia, le classi sociali corrispondevano a diverse etnie: il potere era dei 32'000 europei; la classe lavoratrice era di sangue misto, perlopiù mulatti e indigeni, per 28'000 persone. Il resto degli abitanti era il mezzo milione di schiavi, la maggior parte africani.
Attualmente, degli otto milioni di abitanti di Haiti, circa 200'000 sono morti; di chi rimane, si calcola che circa la metà abbia perso la propria casa.
Sul finire del '700 scoppia una rivoluzione, l'ex-schiavo L'Ouverture guida la ribellione e conquista l' indipendenza. Il motto dell'isola è rimasto da allora L'unione fa la forza. A leggere la storia di Haiti, viene il sospetto che si tratti di sarcasmo. Per evitare che la rivolta dilagasse, Haiti venne isolata dalle potenze coloniali. Anche la Chiesa Cattolica decise di ritirare ogni suo uomo dall'isola. Qualcuno in questi giorni ha persino addossato a questa rivolta la colpa del terremoto.
Per i successivi due secoli, posso essere molto sintetico: due secoli di potenze che si spartiscono economicamente l'isola, tra cui Germania, Francia, Spagna, gli Stati Uniti. Dopo la fine dell'occupazione statunitense, nel '34, iniziano una serie di dittatori e brevi, corrotte repubbliche. La prima volta in cui un presidente al termine del suo mandato lascia il suo incarico spontaneamente, senza proclamarsi dittatore, senza essere deposto da una potenza straniera, o da un colpo di stato dell'esercito, è nel 2001.
Il fatto che uno dei dieci peggiori terremoti della storia dell'umanità sia capitato in uno stato con queste caratteristiche dà da pensare a tutti. In situazioni come queste, chi crede in Dio ha più dubbi del solito. Dio ha fatto tutto questo per il bene? Come è possibile? Nella sua infinita sapienza, sa che questo è l'unico modo per scuotere gli animi e cambiare la situazione dell'isola? Difficile; anche se, nella sua onniscienza, fosse così come può decidere di sacrificare centinaia di migliaia di persone? Come può farsi carico della sofferenza di chi ha perso tutto e tutti, dell'agonia di chi sta passando gli ultimi giorni della sua vita sepolto tra le macerie? Il pensiero di questa storia è difficilmente sopportabile per un essere umano, che davanti ad un terremoto è impotente e privo di responsabilità; come può Dio prendersi la responsabilità di realizzarlo?
Probabilmente, per questo Dio è Dio e noi siamo solo persone. Forse lui può giustificare tutti questi eventi, che lui ha disposto accadessero, nell'assolutezza di un fine più grande e perfetto. Ogni cosa, inclusa questa, risponde a quel suo ordine assoluto che è la realtà.
Il fatto che questo sia l'unico modo in cui Dio sia immaginabile è per me il più immediato argomento a favore della Sua inesistenza.
"Dio vuole prevenire il male, ma non può?
Allora non è onnipotente.
Può, ma non vuole?
Allora è maligno.
Può e vuole?
Ma allora da dove viene questo male?
Non può, nè vuole?
Ma allora, perchè chiamarlo Dio?"
Epicuro (via /b/)
Il medium che tartaglia
Riguardo al dibattito su Internet che sta infiammando i giornali (sì, i giornali, quel medium che insiste nel propinare teorie assurde - il Giornale titolava "Era tutto organizzato" - o opinioni sempre più ricche d'ignoranza), voglio consigliare due letture.
La prima, è l'exploit di leonardo nel mondo della scrittura retributa (ed era ora).
La seconda è l'ottimo libro di Clay Shirky.
E' evidente come la seconda manchi del tutto a molti che straparlano di internet in questi giorni. Vorrei far notare un principio, in mezzo ai tanti che quel libro cita e che sarebbero altresì contestualizzabili; chi si lamenta di quanto sia brutta internet - compreso il buon GA Stella - dovrebbe comprendere questo concetto, ben spiegato nel libro di Shirky:
Il fallimento su Internet è praticamente gratuito. Il numero di fallimenti non è importante.
Shirky porta un gran numero di esempi a riguardo, che vanno dai gruppi sui social network ai progetti open-source di SourceForge. In particolare, cito un paragrafo:
Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che Stella, Schifani e gli altri ignoranti digitali non possono valutare internet come se il suo valore fosse la media aritmetica di tutto quello che hanno letto sul loro schermo. Internet contiene, quasi sicuramente, la più grande quantità di cazzate che siano mai state scritte dall'umanità: ma questa è la sua forza. Internet va valutato dalle cime che riesce a raggiungere, e dalla enorme facilità di trovare queste gemme in mezzo alla valanga di merda in cui sono incastonate. Non ha alcun costo per la società permettere ai cretini di scrivere le loro cazzate, se si crea della saggezza e se questa rimane comunque a pochi clic di distanza. La saggezza si crea lasciando libertà a tutti di scrivere, e abbassando il lavoro richiesto per rintracciare l'intelligenza.
Voglio dire, questo blog non ha lettori, ma lo scrivo lo stesso; come lo faccio io, lo fanno tantissimi altri. Qualcuno intelligente tra tutti noi è già venuto fuori. Che importa se io resto qui a scrivere le mie cazzate? Il fallimento è gratuito.
La prima, è l'exploit di leonardo nel mondo della scrittura retributa (ed era ora).
La seconda è l'ottimo libro di Clay Shirky.
E' evidente come la seconda manchi del tutto a molti che straparlano di internet in questi giorni. Vorrei far notare un principio, in mezzo ai tanti che quel libro cita e che sarebbero altresì contestualizzabili; chi si lamenta di quanto sia brutta internet - compreso il buon GA Stella - dovrebbe comprendere questo concetto, ben spiegato nel libro di Shirky:
Il fallimento su Internet è praticamente gratuito. Il numero di fallimenti non è importante.
Shirky porta un gran numero di esempi a riguardo, che vanno dai gruppi sui social network ai progetti open-source di SourceForge. In particolare, cito un paragrafo:
La condizione normale dell'open-source è il fallimento? La risposta è sì. Il grosso dei progetti fallisce [...]. Ma questo significa che l'alternativa open è generalmente sopravvalutata? Questa volta la risposta è no. L'open source è una alternativa reale, non perchè il suo sistema stia riscuotendo più successo, ma perchè lo supera nel numero di fallimenti.
Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che Stella, Schifani e gli altri ignoranti digitali non possono valutare internet come se il suo valore fosse la media aritmetica di tutto quello che hanno letto sul loro schermo. Internet contiene, quasi sicuramente, la più grande quantità di cazzate che siano mai state scritte dall'umanità: ma questa è la sua forza. Internet va valutato dalle cime che riesce a raggiungere, e dalla enorme facilità di trovare queste gemme in mezzo alla valanga di merda in cui sono incastonate. Non ha alcun costo per la società permettere ai cretini di scrivere le loro cazzate, se si crea della saggezza e se questa rimane comunque a pochi clic di distanza. La saggezza si crea lasciando libertà a tutti di scrivere, e abbassando il lavoro richiesto per rintracciare l'intelligenza.
Voglio dire, questo blog non ha lettori, ma lo scrivo lo stesso; come lo faccio io, lo fanno tantissimi altri. Qualcuno intelligente tra tutti noi è già venuto fuori. Che importa se io resto qui a scrivere le mie cazzate? Il fallimento è gratuito.
Nel paese dove le manette santificano.
Non ne posso più delle anime candide che "Berlusconi è un criminale" e deve marcire dietro le sbarre, costi quel che costi.
Fossimo nel 1994 sarei felice di sentirlo dire - tuttora ammetto che un Berlusconi dietro le sbarre mi strapperebbe un istintivo sorriso - ma non possiamo nasconderci dietro un dito: Berlusconi ha vinto.
No, non tanto le elezioni: ha conquistato culturalmente questo paese. Non credo che i suoi fan sfegatati siano la maggioranza degli italiani (sono sempre loro, quelli); ma gli altri italiani, più o meno neutrali rispetto a lui, sarebbero perplessi e corrucciati se, d’emblée, lo portassero da palazzo Chigi a San Vittore. Vediamo di fare i conti con questo: attualmente la magistratura, per via di 20 anni di processi ai politici e, di conseguenza, di incredibili attacchi politici, non ha l'autorità necessaria a far cadere questo governo senza sconquassi davvero temibili. L'ennesima polarizzazione su vicende marginali.
Per questo, forse la soluzione migliore era imporre una tregua con il lodo Alfano. No, ok, magari sto esagerando: diciamo un Alfano-Sartori, secondo la proposta che fece il politologo del CorSera: se ti avvali dell'immunità temporanea, non ti ricandidi finchè non risolvi i tuoi processi. Magari Casini lo potrebbe ripresentare così, davanti alla porcheria della prescrizione breve: nel qual caso mi auguro sinceramente che passi come legge costituzionale con maggioranza, Udc e parte del PD a votarlo. Nel qual caso bisogna sperare che non sia Di Pietro a fare le barricate, preparando un referendum che perderebbe.
Edit, 8-12-2009
Volevo solo aggiungere che ci sono comunque un sacco di articoli in cui il blogger più seguito d'Italia dà ancora molta soddisfazione.
Edit, 10-12-2009
Questo mio post si presta ad un sacco di fraintendimenti, ed è pure scritto male. Lo eliminerei, ma preferisco riassumerlo in una frase chiara e netta:
Mussolini ha perso il consenso degli italiani non grazie all'Aventino, ma quando ha deciso di entrare in guerra - e di farlo al fianco di Hitler.
Fossimo nel 1994 sarei felice di sentirlo dire - tuttora ammetto che un Berlusconi dietro le sbarre mi strapperebbe un istintivo sorriso - ma non possiamo nasconderci dietro un dito: Berlusconi ha vinto.
No, non tanto le elezioni: ha conquistato culturalmente questo paese. Non credo che i suoi fan sfegatati siano la maggioranza degli italiani (sono sempre loro, quelli); ma gli altri italiani, più o meno neutrali rispetto a lui, sarebbero perplessi e corrucciati se, d’emblée, lo portassero da palazzo Chigi a San Vittore. Vediamo di fare i conti con questo: attualmente la magistratura, per via di 20 anni di processi ai politici e, di conseguenza, di incredibili attacchi politici, non ha l'autorità necessaria a far cadere questo governo senza sconquassi davvero temibili. L'ennesima polarizzazione su vicende marginali.
Per questo, forse la soluzione migliore era imporre una tregua con il lodo Alfano. No, ok, magari sto esagerando: diciamo un Alfano-Sartori, secondo la proposta che fece il politologo del CorSera: se ti avvali dell'immunità temporanea, non ti ricandidi finchè non risolvi i tuoi processi. Magari Casini lo potrebbe ripresentare così, davanti alla porcheria della prescrizione breve: nel qual caso mi auguro sinceramente che passi come legge costituzionale con maggioranza, Udc e parte del PD a votarlo. Nel qual caso bisogna sperare che non sia Di Pietro a fare le barricate, preparando un referendum che perderebbe.
Edit, 8-12-2009
Volevo solo aggiungere che ci sono comunque un sacco di articoli in cui il blogger più seguito d'Italia dà ancora molta soddisfazione.
Edit, 10-12-2009
Questo mio post si presta ad un sacco di fraintendimenti, ed è pure scritto male. Lo eliminerei, ma preferisco riassumerlo in una frase chiara e netta:
Mussolini ha perso il consenso degli italiani non grazie all'Aventino, ma quando ha deciso di entrare in guerra - e di farlo al fianco di Hitler.
Al di là del bene e del male, la statistica
L'eurispes sostiene che fra i giovani
e adduce questo ad un preoccupante panegirico sull'immoralità giovanile.
Per quanto mi riguarda, è evidente come i giovani (tranne me, che sono vecchio dentro) abbiano un concetto di giusto e sbagliato abbastanza deviato. E' bene ricordare loro che:
non pagare il biglietto, se i tuoi non sono dei barboni immigrati senegalesi froci (sic), è una gran presa per il culo di tutte le chiacchere che fai dopo Anno Zero.
Scaricare cose da internet è sacrosanto.
il 78,2% non compra o timbra il biglietto sui mezzi pubblici e il 59,4% scarica musica e giochi illegalmente da Internet
e adduce questo ad un preoccupante panegirico sull'immoralità giovanile.
Per quanto mi riguarda, è evidente come i giovani (tranne me, che sono vecchio dentro) abbiano un concetto di giusto e sbagliato abbastanza deviato. E' bene ricordare loro che:
