Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post

Opinionismo non-deterministico

Cose che al momento non sopporto:

1.Il cinismo massificato, per cui nella maggior parte dei posti internettiani che frequento il commento più votato sarà quello con una battuta cretina e volutamente insensibile su qualunque problema, morto o tragedia, anzichè qualcosa che esprima un punto di vista interessante. Come se ormai il cinismo "a-morale" del postmoderno avesse pervaso chiunque e applicato dal primo che passa — anzichè da dei geni come Tarantino, Umberto Eco o Seth McFarlane — si trasformi solo in noia. Esempio:





2.Il dare la colpa delle cose al contesto storico: attribuire la colpa di un mio gusto che cambia alla società, come se i miei personalissimi gusti siano necessariamente quelli à la page di questa epoca, autoetichettando come "massificato" qualcosa solo perchè non mi piace (più). (Specie quando poi domattina avrò cambiato di nuovo idea, solo perchè la battuta quella volta faceva ridere.)



3.Le figure retoriche che mi permettono di dire una cosa e il suo contrario, con perifrasi vendoliane, senza manco far ridere nel processo.



Reverse panopticon

Sono sempre più convinto che la privacy non vada tutelata dallo Stato. Vada imposta.
Voglio che la guardia di finanza, i carabinieri, la polizia possano entrare nelle software house un giorno sì e l'altro pure. Che la Apple sia obbligata a rilasciare per lo meno allo Stato i propri codici sorgenti. Anche perchè lo Stato equivale alla comunità: e quindi anche questa è una forma di software libero. I vantaggi economici le rimarrebbero: ma qualora decidesse che essi non esistono più, il codice potrebbe e dovrebbe essere pubblicato e studiato, come nei migliori auspici di Stallman, e non essere perso nei meandri di mainframe aziendali preistorici.
E soprattutto, gli utenti avrebbero pienamente il controllo di ciò che eseguono, pur se mediati dallo stato, come spesso accade nelle nostre democrazie (necessariamente: siamo troppi). Nessuno potrebbe più nascondere del codice "malevolo" nei propri programmi: e la definizione di "malevolo" deve necessariamente essere più di origine etica e perciò legislativa piuttosto che tecnica.

L'aspetto cruciale di tutto ciò è la nostra privacy. Non è ammissibile che un'azienda possa nascondere delle sofisticatissime macchine spia nei propri prodotti senza che nessuno possa controllare. La comunità non può affidarsi alla buona volontà e alla tenacia di pazienti reverse engineer: deve avere il diritto di guardare a quel codice con i medesimi occhi di chi lo scrive, e deve poterlo far analizzare a chi gli pare per estirpare potenziali attentati alla privacy individuale. La privacy deve rimanere uno dei diritti inalienabili della persona.



It is dangerous to be right when your government is wrong

[grazie zio per avermi fatto tornare la voglia di blog]

Oggi volevo scaricare un film da Internet. Si tratta di Mean Streets, un film del 1973. Non che faccia molta differenza, ma vi assicuro che anche se avessi voluto pagarne gli autori, non avrei avuto affatto vita facile, con un film di 40 anni fa.
Pare che un torrent per scaricarlo sia disponibile su The Pirate Bay; non fosse che Pirate Bay al momento è irraggiungibile dall'Italia. Avete presente il Great Firewall of China? Ecco, la SIAE è riuscita a imporre una analoga, vera e propria muraglia alla frontiera italiana, per isolarci dal resto dell'Europa, nonchè degli USA, in cui TPB è raggiungibile. (La SIAE è davvero più forte della RIAA e delle altre associazioni per delinquere sparse per il mondo? No, semplicemente l'Italia è l'unico paese occidentale a prendere così alla leggera un blocco sugli indirizzi IP. Una repubblica fondata sull'ignoranza.)

Quindi, cosa devo fare? Non voglio dargliela vinta. Fortunatamente, non sono l'unico; mi si apre così un mondo che mi aveva sempre affascinato: questi software hacktivisti per garantire che niente e nessuno sia in grado di controllare il nostro traffico internet.
In pochissimo tempo, installo TOR, mi guadagno un libero accesso alla Baia, e scarico il mio torrent. Il funzionamento di TOR, un sistema di criptaggio "a cipolla", è simpatico. Mi incuriosisco e scarico anche Freenet; questa è ancora più curiosa, sia come funzionamento - è una vera è propria Internet senza provider e senza server, completamente anonima ed autonoma - sia come filosofia. Consiglio di leggerne il manifesto. Fa giustamente notare quanto questo modo di comunicare, al riparo da tutto e da tutti, sia essenziale per garantire la libertà di parola, e la libertà di informazione. E i rischi che si corrono sono rischi necessari: nessuna informazione, per quanto disgustosa, può compromettere la libertà di informazione.

Mi ritrovo così, a causa della SIAE, in un porticciolo su di un mare navigabile di bassifondi della rete, dove si intuisce che qualcuno lì si scambia disgustose immagini pedopornografiche al riparo da occhi indiscreti... e dove i cinesi possono criticare il loro governo senza venire uccisi per questo.
Questi sono i tuoi compagni di ventura, in Italia, nel 2010, se vuoi vedere un film del '74 ritenendo di non volere o potere pagare il sig. Scorsese.



Un altro appunto: ve ne siete accorti? Stiamo rivoluzionando la tv! Piratando ogni settimana i telefilm dagli USA, stiamo ricattando i vecchi media: muovetevi a tradurre le cose, se ci vuole più di una settimana, ce lo facciamo da soli in nero. Yeah.
Voglio dire, io me li guarderei anche in TV con la pubblicità in mezzo - non è così fastidiosa, tutto sommato - ma non capisco perchè devo aspettare mesi o anni, quando dei sottotitoli amatoriali fatti in poche ore mi bastano. Cheap economy: rapido e imperfetto è ok al tempo di internet. Ovviamente, l'unico modo per far arrivare il 2010 nelle tv è togliendo loro il fatturato. Non guardate House in TV, scaricatelo! Sarà un piccolo contributo per una tv migliore.

Insomma, la cosiddetta pirateria è una delle cose più salutari che rimarranno di questi decenni.



Il medium che tartaglia

Riguardo al dibattito su Internet che sta infiammando i giornali (sì, i giornali, quel medium che insiste nel propinare teorie assurde - il Giornale titolava "Era tutto organizzato" - o opinioni sempre più ricche d'ignoranza), voglio consigliare due letture.

La prima, è l'exploit di leonardo nel mondo della scrittura retributa (ed era ora).
La seconda è l'ottimo libro di Clay Shirky.

E' evidente come la seconda manchi del tutto a molti che straparlano di internet in questi giorni. Vorrei far notare un principio, in mezzo ai tanti che quel libro cita e che sarebbero altresì contestualizzabili; chi si lamenta di quanto sia brutta internet - compreso il buon GA Stella - dovrebbe comprendere questo concetto, ben spiegato nel libro di Shirky:

Il fallimento su Internet è praticamente gratuito. Il numero di fallimenti non è importante.

Shirky porta un gran numero di esempi a riguardo, che vanno dai gruppi sui social network ai progetti open-source di SourceForge. In particolare, cito un paragrafo:

La condizione normale dell'open-source è il fallimento? La risposta è sì. Il grosso dei progetti fallisce [...]. Ma questo significa che l'alternativa open è generalmente sopravvalutata? Questa volta la risposta è no. L'open source è una alternativa reale, non perchè il suo sistema stia riscuotendo più successo, ma perchè lo supera nel numero di fallimenti.


Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che Stella, Schifani e gli altri ignoranti digitali non possono valutare internet come se il suo valore fosse la media aritmetica di tutto quello che hanno letto sul loro schermo. Internet contiene, quasi sicuramente, la più grande quantità di cazzate che siano mai state scritte dall'umanità: ma questa è la sua forza. Internet va valutato dalle cime che riesce a raggiungere, e dalla enorme facilità di trovare queste gemme in mezzo alla valanga di merda in cui sono incastonate. Non ha alcun costo per la società permettere ai cretini di scrivere le loro cazzate, se si crea della saggezza e se questa rimane comunque a pochi clic di distanza. La saggezza si crea lasciando libertà a tutti di scrivere, e abbassando il lavoro richiesto per rintracciare l'intelligenza.

Voglio dire, questo blog non ha lettori, ma lo scrivo lo stesso; come lo faccio io, lo fanno tantissimi altri. Qualcuno intelligente tra tutti noi è già venuto fuori. Che importa se io resto qui a scrivere le mie cazzate? Il fallimento è gratuito.



Al di là del bene e del male, la statistica

L'eurispes sostiene che fra i giovani
il 78,2% non compra o timbra il biglietto sui mezzi pubblici e il 59,4% scarica musica e giochi illegalmente da Internet

e adduce questo ad un preoccupante panegirico sull'immoralità giovanile.

Per quanto mi riguarda, è evidente come i giovani (tranne me, che sono vecchio dentro) abbiano un concetto di giusto e sbagliato abbastanza deviato. E' bene ricordare loro che:

  • non pagare il biglietto, se i tuoi non sono dei barboni immigrati senegalesi froci (sic), è una gran presa per il culo di tutte le chiacchere che fai dopo Anno Zero.

  • Scaricare cose da internet è sacrosanto.



  •