Humani nihil alienum

Mi sforzo sempre di essere coerente con l'idea che nessuno è chiamato ad essere un eroe, e non si può mai dare alcuna colpa a chi sceglie di non esserlo. Se la non eroicità di qualcuno diventa un problema grave, la colpa è di chi governa il sistema.

Beato quel paese che non ha bisogno di eroi.


Così Brecht fa dire al suo Galileo, subito dopo che questi accetta di rinnegare le sue scoperte per non rischiare il rogo.

Ma proprio questo aumenta il mio disprezzo per chi si rifiuta non di essere un eroe, ma solo di fare quello che è suo dovere fare.
Ognuno di noi ha dei compiti ben precisi, che da soli ci assegnamo. Studiare quando abbiamo detto che questo è ciò che faremo, per fare un esempio banale e scontato. Uno dei problemi principali del nostro paese è semplicemente questo: chi si assume certe responsabilità appena può le evita e agisce come se niente fosse; giornalisti che evitano di fare fact checking, professori che evitano di insegnare sul serio, controllori che non controllano, eccetera.

In questa ottica, trovo perfettamente giustificati i brividi e l'odio che provo ascoltando una persona che pur di non fare il proprio dovere arriva a disinteressarsi di quattromila persone che rischiano di morire.



Difendo sempre anche quando chi si assume certe responsabilità viene attaccato per avere uno stipendio congruo. Ma allo stesso modo è da disprezzare profondamente chi dice "questo lo farò io", ma poi — semplicemente — non lo fa.



Matteo Luperto ha detto...

Mi pare che questo tipo di atteggiamento sia ben diffuso, ovunque. Ci sono un sacco di ambiti dove la gente semplicemente decide di non fare il proprio lavoro, o di farlo ad un livello pessimo, a prescindere dal grado e dalla difficoltà del lavoro. Si può parlare di Ferrovie Nord. O di Poste Italiane; rilancio quanto mi è capitato un paio di giorni fa: ordino 3 cose, 3 confezioni identiche, spedite assieme allo stesso mittente dallo stesso destinatario. Arrivano con un ritardo due settimane, in tre momenti diversi. Tra il primo ed il terzo passano ancora due settimane. Ora mi chiedo, spedire un pacco non è un compito difficile. Non si possono fare errori, tendenzialmente. Come è anche solo possibile che si presenti una situazione simile? Per quale motivo razionale, quale catena di eventi ha causato un comportamento finale così insensato? Non c'è razionalità. C'è l'irrazionalità che spunta fuori dalla gente che fa le cose a cazzo. Che si manifesta nelle poste italiane che causano disagi a 56 milioni di persone o nel comandante pirla che si dimentica che le navi non vanno sulla terra.
In entrambi i casi è preoccupante, ed è sintomo di un malessere grave, di una situazione davvero compromessa.
(C'è un aggravante: se fai le cose con sufficienza, la tecnologia attuale ti permette di fare le cose comunque bene: fa tutto lei. Quindi se non fai le cose, ottieni un buon output; se le fai male, le fai male appositamente, ti impegni a fare casino, succedono i disastri. Siamo a questo livello, ad autosabotarci. )

Seconda cosa, mi pare che il capitano in questione fosse ampiamente inadeguato al ruolo che ricopriva. E lancio uno spunto: esiste un modello che spiega come più in alto vai in una catena di responsabilità/competenza/grado e più trovi gente inadeguata.
( http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Principle ).

glasgowsmile ha detto...

Il link con la razionalità è immediato anche per me; perchè anche qui, dio bono, era palese che se non facendo il tuo dovere il carcere non te lo levava nessuno... quale diavolo di valutazione deve aver fatto? Questa intersezione di viltà e stupidità la trovo impressionante, e come dici te va per la maggiore. Sarà il fatalismo e quell' "arte di arrangiarsi" con annesso menefreghismo delle conseguenze che caratterizzano gli italiani da campione a pizzo calabro.

Il principio di Peter da quando lo lessi su Focus nei tempi dei tempi non mi ha mai convinto a fondo (e leggendo wiki scopro che in effetti ha origine umoristica). Sarebbe comunque interessante capire perchè in Italia vale più che altrove.

Matteo Luperto ha detto...

(per principio di Peter volevo in realtà linkare un modellino che mi fu spiegato a lezione e che era molto più sensato e chiaro della pagina di wikipedia. Solo che non l'ho trovato, quello delle mie slide, online da linkare. Rimedierò. )

Il preoccupante è che la stupidità fa andare le cose peggio di come andrebbero da sole. C'è gente che di "mestiere" peggiora il mondo.
La nave sa andare in automatico, i treni sanno andare in orario in automatico, le poste sanno funzionare bene smistando i pacchi in modo ottimale; c'è gente che però va contro a questo scenario; per stupidità, appunto.

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